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Cosa sarebbe successo se Germania Nazista e Giappone imperiale avessero vinto la Seconda guerra mondiale? Scopriamolo in Alex Complete - Tutti i racconti, di Alessandro Falciola, Passerino editore.

3 set
Tempo di lettura: 3 min

Illustrazioni di Fabrizio Lorenzelli


Cosa sarebbe successo se Germania Nazista e Giappone imperiale avessero vinto la Seconda guerra mondiale? Scopriamolo in Alex Complete - Tutti i racconti, di Alessandro Falciola, Passerino editore.

Di Vito Rosario Ferrone

« (…) Alex Complete è un po’ un esperimento, un soggetto per un fumetto, per un film, un romanzo che si guarda più che si legge, c’è un'ambientazione dark con molti riferimenti musicali, non so neanche io cos'è. Oltretutto con la formula dell'ebook, posso inserire nuove tavole o aggiungere parti e il mio editore può modificare in 48 ore tutti gli ebook su tutte le piattaforme, una cosa atipica, un'opera in movimento».

Così presenta il suo lavoro Alessandro Falciola, autore ligure, appassionato di cinema, musica e storia, da queste parole si evince immediatamente che siamo di fronte a un’opera quantomeno particolare.

Il libro prende avvio da una ipotesi storica inquietante: Cosa sarebbe successo se avessero vinto, in Europa, la Germania Nazista e in estremo Oriente, il Giappone Imperiale? Cosa sarebbe successo e come sarebbe potuto accadere? Il come è facile: se in Norvegia non fossero affondate le tonnellate di acqua pesante con il deuterio quindi al posto dell’idrogeno, la Germania avrebbe avuto la bomba atomica e addio libertà e umanità.

Difatti il libro si apre proprio con la cattura e l’immediata fucilazione dei partigiani norvegesi, scoperti prima che riescano a far saltare il traghetto e affondare così il prezioso carico. Dopo questo triste e inquietante preludio si passa  alle sei storie presenti, in questo mix di parole e immagini, dove dominano due figure Alex Hinder e Hassler.

Hassler è un ufficiale delle SS , disciplinato ma con le sue ossessioni; Hassler un astuto predatore. I sei racconti si svolgono in luoghi diversissimi e lontani.

 In “Longino” si parte  da un’abbazia del centro Italia, per andare a finire dopo varie peripezie in Mongolia, sempre alla ricerca di una preziosa reliquia: un chiodo, rimosso dalla croce sul Golgota.

“Afrikan Outlaw 1978” è ambientato in Africa, nello Stato Cattolico Zambese, retto da tempo da coloni italiani che si troveranno in gravi e perigliose difficoltà con i Tonga.

“I Corpi Neri”, ambientato nel 1982, il Führer Becker si trova al centro di una violenta lotta di potere.

“Amerika” è ambientato in Sud America, dove Colombia, Bolivia e Perù, firmano un accordo per delegittimare le corrotte SS, del maggiore Weber.

Con “Made in Japan” siamo, invece, in un Nord America sotto il dominio giapponese e qui Alex Hinder cercherà di organizzare un colpo di stato nel Texas.

La “Notte dei Nibelunghi” affronta, nel 1996, nel Nord Europa la terribile vicenda della lotta fratricida tra i crudeli guardiani del potere nazista

Una storia che oscilla fra l’ inquietante e il provocatorio, fra ucronia (“cosa sarebbe successo se…?”), distopia (quindi una società alternativa spaventosa, ingiusta e oppressiva) e immaginario fumettistico?

È difficile rispondere in maniera compiuta a questa domanda, perché l’ipotizzata vittoria del nazismo nella Seconda guerra mondiale è veramente un incubo difficile da affrontare.  Al di là dell’idea di fondo che apre di certo a variegate e interessanti soluzioni narrative, segnalerei la credibilità dei due personaggi principali e il loro rapporto unico, direi anche paranoico ma che ritengo un elemento centrale della raccolta.

Il ritmo è sostenuto e perciò stesso godibile, dettato anche dalle differenti soluzioni grafiche: la bellezza delle strisce del fumetto soprattutto quelle in bianco e nero, ma grazie anche ai dialoghi diretti e spesso incisivi.

Infine, ma è la prima cosa, il coraggio di Alessandro Falciola nell’affrontare temi tanto poco politicamente corretti e siamo agli eufemismi.

Chiuderei con le parole dell’autore che mi sembrano indicative e assai sincere. «Scrivo queste avventure da quando sono ragazzo come sfogo intellettivo, mio padre era del 1926 e i ricordi della guerra erano freschi, mi diceva sempre se non avessero fatto saltare i serbatoi di acqua pesante Hitler sarebbe arrivato all'atomica e avrebbe messo il mondo sotto i suoi piedi e noi italiani al massimo potevamo diventare i camerieri dei nazisti (…)».

 

® Riproduzione Riservata

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