Delitto di mezzanotte di Marcello Simoni, Newton Compton Editori

Di Federica Giaccio
Con Delitto di mezzanotte, quarto capitolo della saga, Marcello Simoni conduce il lettore nella Garfagnana del 1794. Mentre si trova in carrozza in compagnia del conte Artemio della Vipera e del giovane figlio Bernardo, il precettore-detective Vitale Federici è costretto a interrompere il proprio viaggio davanti al Duomo di San Pietro a Castelnuovo, bloccato dal caos scatenato dagli uomini del bargello. La ragione del trambusto è macabra: all’interno di uno dei confessionali è stato rinvenuto il cadavere del maestro di cappella Duccio della Spada, legato mani e piedi, con il cranio segato a metà, il cervello asportato e un simbolo tracciato in fronte con sangue e cenere.
Incaricato dal conte di far luce sull’accaduto, Vitale comprende subito che l’omicidio è solo la punta dell’iceberg. Con la possibile presenza tra le navate del Duomo di un manoscritto eretico attribuito a Ludovico Ariosto e i rituali di una loggia massonica, svolti in una rocca vicina, a cui appartiene anche Elisabetta Caminer Turra (storica tipografa e giornalista veneziana, integrata nel racconto con grande efficacia), l’indagine mette in risalto l’ossessione per la purezza della fede, capace di accecare in modo assoluto l’intelletto e il buon senso. Attraverso una scrittura fluida, a tratti “arcaica” per riprendere il linguaggio dell’epoca, il romanzo non ha quasi mai momenti morti, anzi ha un ritmo incalzante tra interrogatori, ricerche e misteri da svelare pagina dopo pagina.
In particolare, la bravura di Simoni è quella di puntare sulle percezioni visive e olfattive: le penombre dei confessionali, l’odore della cenere e del sangue, la freddezza della pietra della rocca che permettono al lettore di immedesimarsi e ritrovarsi all’interno della storia accanto al precettore durante le sue indagini.
La componente oscura non è affidata a magie o eventi soprannaturali inspiegabili quanto alla crudezza degli eventi narrati e alle scenografie cupe.
La struttura narrativa potrebbe presentare un affollamento di materia trattata dal momento che ci sono molti elementi inseriti all’interno della trama: i delitti, il manoscritto eretico, i riti massonici e le nuove scoperte scientifiche rischiano, soprattutto all’inizio, di generare un senso di confusione nel lettore. Tuttavia, la capacità dell’autore consiste nel riuscire a incastrare, alla fine, ogni tassello in un puzzle ben ideato dal principio e che non lascia nessun elemento al caso.
Delitto di mezzanotte ha una sua piena autonomia narrativa: pur essendo il quarto volume legato alle avventure del precettore-detective Vitale Federici (dopo La cattedrale dei morti, La taverna degli assassini e Il teatro dei delitti in ordine di uscita oltre al prequel d’esordio del 2013 dal titolo I sotterranei della cattedrale), il romanzo ha un inizio ed una conclusione, dunque può essere apprezzato anche da chi si approccia a questa saga per la prima volta o vuole leggere solo questa ultima uscita.
L’autore catapulta il lettore in un’avventura ricca di colpi di scena che lascia il desiderio di scoprire quale sarà la prossima sfida di Vitale e Bernardo o di recuperare, nel caso, gli altri libri della saga.
® Riproduzione Riservata






Commenti