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"E così per non morire": Paolo Roversi firma la nuova indagine della profiler Gaia Virgili

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 5 ore fa

"E così per non morire": Paolo Roversi firma la nuova indagine della profiler Gaia Virgili, che dovrà lottare per portare a galla le verità che Milano vuole nasconderle

Di Fabio Gaudiosi

 

Il ticchettio del tempo che non dà possibilità alle sue vittime. La verità che incombe lenta e senza scampo tra le pagine del romanzo, mentre l’assassino conta gli istanti che lo separano dal prossimo omicidio. E così per non morire (edito da SEM, 19 euro) di Paolo Roversi, alla sua quarta avventura con la protagonista Gaia Virgili, è l’ombra degli assassini senza volto, la storia di un’indagine in cui alcune donne muoiono misteriosamente, trucidate senza pietà, sacrificate alla morte senza condividere tra loro nulla se non il passato. È la sfida tra anime in fuga, tra chi insegue e chi scappa, tra chi salva e chi uccide. Paolo Roversi firma un libro formidabile, dove ogni paragrafo pulsa pagina dopo pagina, per aggrapparsi a quella verità, spesso dolorosa, che dà senso alla solitudine. Una storia che nasce da una vicenda che scosse la città di Milano tra gli anni Sessanta e Settanta, in cui furono uccise almeno sei donne senza che venisse mai trovato l’assassino, cercando ancora oggi una giustizia a cui potersi aggrappare.

 

Milano accoglie Gaia sotto un cielo livido […]. La questura è un fermoimmagine inciso nella memoria, che riprende vita appena varca la soglia: il caos la investe, un’esplosione di vitalità lontana anni luce dall’austerità asettica delle istituzioni europee. Non riesce a trattenere il sorriso: finalmente aria di casa.

 

L’indagine inizia nel febbraio 2020, a pochi giorni dal lockdown che avrebbe bloccato l’Italia. Milano vive la sua frenesia, abituata ai soliti ritmi che la rendono unica. Per Gaia Virgili è casa, il luogo che la riporta da Renato Bernardi, il suo mentore, che le ha appena affidato un caso dai contorni estremamente offuscati. Due omicidi, due donne uccise da una mano crudele, spietata. La polizia brancola nel buio e solo una profiler del calibro di Gaia Virgili potrebbe individuare l’assassino. Ma la morte non dà tempo alle sue vittime e in pochi giorni vengono uccise altre due donne. La mano sembra diversa, eppure qualcosa non torna. L’intuizione di Bernardi vede nel passato un fil rouge dal quale poter risalire alla verità, che si fa torbida pagina dopo pagina, fin quando il Covid ferma le ricerche dell’assassino a causa della sua prima ondata. Tra mille pericoli, Gaia Virgili dovrà trovare risposta ad un’indagine che sembra farsi sempre più complessa, aiutata dalla sua squadra dell’Europol e, nello specifico, dalla presenza al suo fianco di Karen. Cercando di correre più veloci della morte, perché nessuna vita è al sicuro, neppure la loro.

 

«No, sono passioni più fredde che covano a lungo. Rancore depositato nel tempo, senso di fallimento, misoginia che ha messo radici. Uccidendo sconosciute, cancellano la persona e colpiscono l’idea. E questo li rende ancora più pericolosi. Perché non stanno cercando qualcuno in particolare, cercano una funzione. Se ne convincono al punto che qualsiasi donna sola può diventare la loro prossima vittima».

 

Quello in cui è ambientato il romanzo è un tempo sospeso, in quanto la storia prende piede nei giorni immediatamente precedenti all’avvento del Covid. Roversi sceglie di far dialogare la paura suscitata dal killer con quella generata dal virus, due nemici invisibili che uccidono nell’ombra. Donne che muoiono per mano di un uomo, mentre il lockdown espande gradualmente la sua zona rossa, mettendo a contatto due pandemie letali. Paolo Roversi ripropone un modello già presente nella letteratura - si pensi a La peste di Albert Camus – in cui l’epidemia diventa un’ulteriore espressione di una realtà distruttrice. Le morti che consumano E così per non morire si espandono gradualmente nella città, colpendo donne che non avevano altra responsabilità se non quella di essere nate, mentre la follia assassina segue una deriva sempre più violenta, inesorabile e senza controllo.

 

Grazie anche al suo mestiere, Gaia conosce bene quel terreno scivoloso. Ci cammina sopra con la cautela di chi ha già pagato un prezzo alto per essersi fidata. Si trattava di uomini ma, in fondo, non faceva differenza. L’amore le ha insegnato a diffidare dalle derive emotive, dalle scelte fatte di notte e giustificate di giorno. Non vuole più perdere il controllo.

 

La protagonista del romanzo, Gaia Virgili, dà filo da torcere ai suoi nemici, questo è chiaro fin dalla prima riga. È un personaggio forte, dai contorni netti e ben determinati, pronta a tutto pur di assicurare l’assassino alla giustizia. Roversi la rende autentica, individuando tratti di fragilità che diventano sempre più evidenti nel corso del romanzo. Gaia sembra quasi voler parlare al lettore, muovendosi forsennata alla ricerca della verità, senza avere risposte da offrire se non mettendosi al lavoro. Il supporto di Karen, della quale fatica a comprendere i sentimenti, la rendono tangibile, insicura e profondamente umana.

 

In definitiva, E così per non morire è una partita a scacchi che non lascerà scampo a nessuno. Un’indagine in cui le solitudini dei suoi protagonisti si incontrano, lasciando entrare nel proprio cuore l’eco dei ricordi. Scoprendo però che, per non morire, a volte è necessario farvi accedere anche i serpenti del passato.

 

® Riproduzione Riservata

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