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I lati più fragili dei giovani nel giallo “Isole sommerse” di Margherita Gobbi, Libraccio Editore

13 lug
Tempo di lettura: 3 min
 I lati più fragili dei giovani nel giallo “Isole sommerse” di Margherita Gobbi, Libraccio Editore

Di Carmine Parolisi


Dobbiamo essere noi adulti a comprendere e accogliere le fragilità degli adolescenti, se vogliamo creare un mondo libero senza giudizi.

La fase adolescenziale è complessa, non lineare, insita di debolezze e difficoltà che restano nascoste e a cui talvolta non si presta la giusta attenzione. A tal proposito, viene scelta un’immagine pregnante e indicativa volta a rappresentare l’enorme mondo che ognuno di noi ha incarnato nel proprio percorso di crescita. In Isole sommerse di Margherita Gobbi, Libraccio Editore, il titolo richiama individui che spesso non riescono a rivelare i loro bisogni, naufragando così tra ciò che loro sentono e ciò che gli altri vedono; a quel punto, l’isolamento è l’unica via di fuga da una realtà che si percepisce troppo distante da sé. Ma cosa accade quando un adolescente non sa come gestire le sue emozioni? Ce lo mostra l’autrice di questo libro, che vede come protagonista la dirigente scolastica Virginia Guerra, una donna rigorosa che scopre d’improvviso verità scottanti riguardo i suoi studenti, su cui si sente in dovere di intervenire per metterli in salvo e offrire loro riparo dai pericoli di un mondo corrotto. Il rinvenimento di un cadavere sfigurato innesca sgomento e preoccupazioni, aprendo così la strada a segreti da scoprire e da trattare con delicatezza.

 

Vi sono indizi che tornano utili ai fini delle indagini, dettagli e prove occultate, ma per questa vicenda in particolare serve soprattutto scrutare i lati più fragili dei giovani, saper riconoscere le incomprensioni e le paure inconsce che si celano dietro i loro comportamenti. Con una sensibilità spiccata e un forte senso di responsabilità, la dirigente Guerra affiancata dall’ispettore Comellini, investe tutte le sue energie in questi casi oscuri che avvolgono la sua scuola, ai fini di garantire loro uno spazio sicuro in cui potersi esprimere senza sentirsi giudicati. Il personaggio di Virginia incarna un esempio unico di filantropia, si sveste del suo ruolo professionale per sondare la storia personale degli adolescenti che frequentano il suo istituto e in più si mette in discussione come donna e come madre nel rapporto con sua figlia, su cui aleggiano allo stesso modo segreti inconfessabili.

La storia ricamata dalla scrittrice bolognese porta il lettore a inoltrarsi tra piaghe diffuse del nostro presente, di cui non si parla abbastanza, come la prostituzione minorile e la pedopornografia, fenomeni generazionali che intaccano la dignità umana e inficiano l’intera sfera dei rapporti interpersonali. La componente sociale risuona dunque in tutta la narrazione e costituisce la forza di un romanzo che intende svelare soprattutto gli effetti della violenza, sia fisica che psicologica, intesa come un’opera distruttiva che “annienta il valore di una persona”, per citare le parole stesse di un’autrice che ci fa aprire gli occhi sugli angoli più bui della nostra realtà giovanile. La scrittura non esita a trasformarsi in una lama tagliente, attraverso descrizioni crude e realistiche che riproducono quel legame tra un corpo inerme e una mente debole, subordinata al volere altrui.

La violenza ti cambia, ogni gesto, affetto o contatto diventa un’arma potenzialmente letale e la Gobbi dimostra una grande abilità nel dare spazio ai disagi interiori che scaturiscono dal trauma, il quale richiede un lungo percorso di rielaborazione e accettazione per poter essere affrontato. Gli eventi narrati sono venati di una tensione alta e altresì intervallati da riflessioni significative, che orbitano intorno a un’idea precisa, invitandoci a non sottovalutare anche quelli che possono sembrare dei segnali irrilevanti, i quali necessitano invece di un’interpretazione tempestiva. Questo romanzo ci rivela che ogni vita ha il suo diritto a essere salvata e tutelata, e che soprattutto trascurare gli adolescenti può causare grossi danni: bisogna intervenire prima che sia troppo tardi, vagliare i sentimenti che provano e farli sentire valorizzati, affinché non vengano sommersi dallo squallore della realtà.

 

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