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“L’istitutrice di Birkhall Manor” di Fiammetta Murino Rossi: un tuffo nel passato

  • 28 lug
  • Tempo di lettura: 3 min
Locandina/copertina
“L’istitutrice di Birkhall Manor” di Fiammetta Murino Rossi: un tuffo nel passato, edizioni Morellini

di Daniela Caianiello


Fiammetta Murino Rossi, speaker radiofonica e scrittrice di racconti gialli, con il libro L’istitutrice di Birkhall Manor, Morellini editore, ci propone un romanzo che ricorda lo stile lento e avvolgente tipico dei gialli inglesi classici.

Si parte con Elisabeth Seville, che, neppure a dirlo, nasconde un tragico segreto. Per la sua preparazione in botanica e, in generale, nelle scienze e la sua abilità con la pittura e i colori diventa l’istitutrice di una ragazza di dodici anni, Tiffany, dal carattere difficile se non impossibile.

Tiffany  è orfana di entrambi i genitori morti ini un incidente che nessuno, nella residenza di Birkhall Manor, vuole ricordare.

Elisabeth, grazie alla sua sincera e affettuosa disponibilità e alla sua capacità di osservare e penetrare l’animo umano cercherà con coraggio e forza di affrancare Tiffany dal suo passato, che tra l’altro la costringe su una sedia a rotelle.

In questa sua lotta quotidiana, Elisabeth deve affrontare le  resistenze della nonna di Tiffany, Lady Westbur, nonché l’avversione della gelosissima Felicia Beaufort, tutrice della ragazza.

Ed è nello scenario di questo scontro che viene fuori tutta la bravura dell’autrice. Perché il racconto, con acuta consapevolezza, affronta il “presente” nella certezza che le risposte alle domande più profonde e decisive sono nel “passato”.

Un passato doloroso che rimanda a tragedie, traumi e segreti familiari, descritti o semplicemente accennati, con uno stile sobrio, quasi riservato, che, se da un lato, indica il rispetto per il dolore e la sofferenza, dall’altro, inchioda il lettore alla lettura.  

Il mistero sarà svelato solo nelle ultime pagine del libro con un doppio finale che sorprende e convince. E non è un risultato scontato, perché l’articolazione e le plurime sfaccettature del libro e dei temi affrontati e delle situazioni, a volte veramente drammatiche se non anche orribilmente tragiche, avrebbero potuto portare a conclusioni fin troppo fantasiose.

Invece uno dei meriti della scrittrice è quello di guidare chi legge con un paziente filo d’Arianna attraverso un complesso spazio temporale sempre affrontato e descritto con puntualità rigorosa, fino a una realistica resa dei conti finale tra il “bene” e il “male”.

Il tutto ambientato in un’Inghilterra rurale e oscura e in una magione antica che ha perso serenità e, in parte, la sua aurea di nobiltà, perché chi vi abita, porta con sé un dolore cupo che angoscia.

Tra i personaggi spiccano le figure femminili. Senza dubbio quelle maschili sono un poco sullo sfondo, anche se, come è naturale che sia in un libro che funziona, la loro presenza e le loro personalità aiutano a ricreare un quadro complesso e pieno di zone d’ombra.

Il personaggio femminile più intrigante è certamente Elisabeth, che riesce a dominare il proprio corpo, attraverso la pratica di arti marziali, e il proprio spirito grazie a un lucido rigore morale “acquisito” durante la lunga permanenza in una casa di correzione. Chi legge non può che affezionarsi a Elisabeth e fare, per così dire, il tifo per lei.

Affascinante anche la poliedrica personalità di Felicia Beaufort, bella e spregiudicata, nonché profonda conoscitrice  dell’arte antica delle erbe.

Meno carismatica, ma ugualmente viva, la figura di Lady Westburn. Una donna sconfitta da un destino crudele che le ha tolto l’amata figlia e compromesso, forse per sempre, il futuro della sua unica nipote.

È doveroso, infine, sottolineare che l’autrice è leale con il lettore e fornisce tutti gli elementi necessari per districarsi nell’intricata trama e arrivare a svelare la verità.

In conclusione.

Un libro intenso che affascina e trascina perché intriso di un’onnipresente tensione, affiancata, in molti punti, da meravigliose descrizioni di una campagna che, nella sua asprezza e nella sua selvaggia bellezza, più che rassicurare il lettore lo inchioda  fino all’ultima pagina.

Da leggere.


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